Ravensbrück

feb 15, 2012 by admin

Ravensbrück
«Germaine Tillion è uno dei personaggi più luminosi del secolo buio che abbiamo appena lasciato. Ha saputo attraversare il male senza mai prendersi per un’incarnazione del bene. Resistente e deportata, combattente per la dignità umana e contro la tortura, scrittrice arguta dei momenti tragici dell’umanità, può aiutarci a vivere meglio l’oggi».
Tzvetan Todorov

Resistente della prima ora, denunciata da un prete cattolico, Germaine Tillion viene arrestata nell’agosto del 1942 e in seguito deportata come prigioniera politica nel campo di concentramento di Ravensbrück. In questo libro ricrea il mondo del campo a partire da se stessa, in un connubio tra testimonianza personale e documentazione storica, nella strenua convinzione che si possa sempre verificare e dire la verità. Dalla descrizione oggettiva irrompe di continuo la sua esperienza: l’impatto brutale all’arrivo nel campo – in fila per cinque, le ingiurie e le botte, la difterite e le pulci –, la gratuita crudeltà delle sorveglianti, le giovani donne da lei conosciute poi uccise dagli aguzzini.

Germaine Tillion (1907-2008), studiosa francese, etnologa in Algeria, nel 1940 non esita un istante a impegnarsi nella resistenza contro «un nemico totalmente inaccettabile». Arrestata nel 1942, dall’ottobre 1943 all’aprile 1945 è rinchiusa nel campo di concentramento di Ravensbrück, come NN (il blocco “Nacht und Nebel”, i condannati a sparire senza lasciare traccia). Lì perderà la madre.

«Ravensbrück ci appare oggi come un libro unico, che riesce a superare non solo la separazione tra testimonianza e storia, ma anche quella tra conoscenza e saggezza».
Tzvetan Todorov

«Una voce limpida e stimolante».
Le Monde

Related Posts

Tags

Share This